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venerdì, febbraio 29, 2008
 

Ieri sera Wu MIng a brescia (4 di 5 e 5 di 5, come i Borg, al secolo Federico e Riccardo) per la presentazione di Manituana. Che ho letto mio malgrado, e mi ha commosso e travolto. Ah, l'epica. I drammi interiori. La magia. Per perdere uleriormente ogni senso critico sono andata a vedere america!, al museo di S.Giulia. Splendori (alcuni Remington devastanti, molti Sargent impeccabili) e miserie (sul muro, un "frammento inedito del diario almericano di Goldin"... non sapevo fosse morto). Sono uscita in piena sindrome di Stendhal, su gambe malferme.

Al mondo di carta pienone, io in puro stile Adam Ant (mia icona giovanile), Jet Set Roger fantastici nonostante un impianto a tratti odioso, e poi io ho avuto un flusso di coscienza. Non riuscivo più a smettere di fare domande, ero un'unstoppable word machine; avevo anche bevuto (un ridicolo gin lemon per bambini, che però mi ha raso al suolo) e persone a me vicine mi hanno fatto notare che durante tutta la presentazione  mi sono ingozzata di patatine. Mi sono divertita un sacco, ma non ho un chiaro ricordo della serata.

In teoria i Wu MIngs avrebbero dovuto dormire da me: mio padre (che vive sotto casa mia) mi ha chiesto i loro cognomi. Io non li sapevo. Allora voleva che glieli presentassi. Sì, magari alle due di notte. Gli ho risposto che non poteva umiliarmi così, ho 44 anni, e poi anche se lui non li conosce dire Wu MIng è come dire, che so (ho sparato) Umberto Eco. Niente da fare. L'ho richiamato ore dopo per dirgli: Pedrini e Guglielmi. Allora ochei, perché, continua mio padre, con tutto quello che succede, omicidi ecc., io mi preoccupo della tua incolumità personale.

Mi sono immaginata sulla scena del crimine, stesa in una pozza di sangue. col dito sono riuscita a scrivere: è stato wu ming... controllate se ho completato il messaggio componendo il numero specifico con le dita dell'altra mano, il rigor mortis dovrebbe evidenziarlo.

Con l'entusiasmo indiscriminato della nuova fan pertanto vi dico: leggetevi Manituana, vale davvero la pena (se non siete Q-isti spessi.. ma anche se lo siete); per un trip completo, ammirate le fantastiche tavole di Zograf e ascoltatevi la canzone di Roger dal sito (http://www.manituana.com/documenti/78/8309). Poi  andate a vedere gli indiani al chiaro di luna di Remington. Se avete le palle, staccate il quadro dal muro e portatemelo in dono. In questo periodo sono un po' depressa, sarebbe un bel pensiero.

 In tutte le biblioteche:

Wu Ming
Manituana / Wu Ming. - 1. ed. - Torino : Einaudi, 2007. - 613 p. ; 21 cm. - (Einaudi stile libero. Big).
   ISBN 978-88-06-18584-8
   Collana:
Einaudi stile libero. Big
   CDD: 853.92

 

 

postato da anarinda | 15:05 | commenti (9)